Puoi selezionare uno o più titoli e premere il pulsante ...
NB: per scegliere più titoli, tieni premuto il tasto Ctrl

 

Articoli trovati, da 1 a 10 su 51
pagina sucessiva ultima pagina

LA CANNA DA CARP-FISHING

È realizzata in carbonio alto modulo con accoppiamento di fibre ad alta resistenza. Sul mercato oggi sono presenti modelli realizzati in 2-3 pezzi e versioni telescopiche, queste ultime realizzate per un facile trasporto in quanto le versioni in 2 pezzi sono un po’ scomode a causa della lunghezza di ogni singolo pezzo. La lunghezza di queste canne varia dai 3.60 ai 4.00 metri. Le canne sono montate con anelli in silicio, con porta mulinello a vite e con impugnature in neoprene o in sughero. Le versioni più rigide sono dotate di 6-7 anelli, mentre quelle paraboliche vengono montate con 8-9 anelli. Per il Carp-Fishing vengono usate più frequentemente le seguenti azioni: 3 libbre, per la pesca alle lunghe distanze (oltre 100 metri), 2.5 libbre, per le medie distanze (fino a 70 metri) e 2 libbre al di sotto dei 70 metri.





Data inserim : 01/09/2003

LA NASSA

Attrezzo di rete, a tubo, che serve principalmente per mantenere vivo il pesce. Nelle competizioni è obbligatoria con misure regolamentari e anelli atti a tenerla bene aperta affinché il pesce raggiunga subito il fondo, per essere poi successivamente pesato e rimesso immediatamente in acqua senza aver subito danni.





Data inserim : 01/09/2003

LA CANNA INGLESE

Il nome stesso ne chiarisce le sue origini. È un attrezzo nato per pescare in continua presenza di vento, condizione frequentissima in Gran Bretagna. La sua caratteristica principale è di essere realizzata in 3 pezzi, ad innesti di diametro estremamente ridotto, di essere molto maneggevole e di lunghezza che può variare dai 12 piedi (3.60 m) ai 16 piedi (4.80), misura quest'ultima prettamente italiana. Altra peculiarità della canna inglese è la notevole quantità di passanti (per una 4.20 m ne vengono montati dai 15 ai 17) i quali, distribuiti in modo crescente verso la cima, non consentono al filo di formare fastidiose pance tra un anello e l'altro sotto l'azione del vento, come spesso accade nelle canne di tipo bolognese.





Data inserim : 01/09/2003

LENZA

La lenza è l'insieme del monofilo e della montatura utilizzati nella pesca dilettantistica in acque dolci quale mezzo per presentare l'esca ai pesci. La parte principale, detta lenza madre, è costituita semplicemente dal filo libero o avvolto nel mulinello, mentre la parte montata con finali, piombi, ami, galleggianti o altro viene definita lenza terminale e rappresenta il segmento più direttamente interessato alla corretta presentazione dell'esca. Le lenze si diversificano in funzioni delle tecniche di pesca per le quali sono costruite ed il parametro di maggior importanza è la loro pesantezza, ossia l'insieme delle loro caratteristiche di resistenza, peso e spessore della lenza madre e della lenza terminale.





Data inserim : 20/08/2003

AMI

L'amo ha principalmente la funzione di sostenere l'esca e di agganciare la preda alla lenza. È costituito da un gambo, da una curvatura e dalla punta. Spesso quest'ultima è dotata di ardiglione per trattenere più efficacemente il pesce durante la cattura, mentre il gambo termina in una piccola paletta o in un occhiello che permettono di annodare l'amo alla lenza. Esistono più tipi di ami diversi per robustezza, colorazione, andamento della curvatura, diametro e forma della sezione trasversale, dimensione dell'ardiglione etc.
La grandezza dell'amo è definita da un numero inversamente proporzionale all'apertura, che è la distanza che intercorre tra punta e gambo. Sul mercato sono disponibili ami dal n°1 (il più grande) al n°26 (il più piccolo), mentre l'utilizzo di modelli di dimensioni maggiori trova impiego solo raramente e per lo più nella pesca in mare.






Data inserim : 20/08/2003

GIRELLE

Per evitare l'attorcigliamento del finale, soprattutto nel punto di raccordo con la lenza madre, si usano spesso le girelle. Queste sono piccoli congegni di metallo costituiti da due piccoli occhielli collegati tra loro da un cilindretto centrale che ne consente la libera rotazione intorno al proprio asse. Grazie alla girella, dunque, si evita l'usura del monofilo dovuta alla torsione del finale soprattutto laddove si usino esche che, come il pesce morto o il cucchiaino, tendano a ruotare su se stesse. In commercio si trovano anche modelli a tre braccia che sono particolarmente utili per la confezione di montature a bandiera o a due braccioli finali. Anche i moschettoni ed alcune esche artificiali normalmente vengono venduti già dotati di girella.





Data inserim : 23/08/2003

MONOFILO

Il monofilo di nylon è uno tra i materiali più importanti per il pescatore dilettante, indispensabile in quasi tutte le tecniche alieutiche come componente essenziale della lenza. Prima che negli anni '50 e '60 il boom industriale e tecnologico coinvolgessero la pesca sportiva, per costruire lenza e montature si usavano materiali molto più grossolani come il filo di seta ed il crine di cavallo. Oggi sul mercato è disponibile una vasta gamma di prodotti, più o meno morbidi, di diametro variabile da 0,05 a 1 mm, con varie colorazioni e proprietà di affondamento, tenuta al nodo, resistenza all'abrasione e allo schiacciamento. Le più recenti novità nel campo della tecnologia dei monofili da pesca riguardano i trattamenti per rendere affondanti i fili di nylon per la pesca all'inglese e l'utilizzo di nuovi materiali (ad esempio il te-phlon) per aumentare la resistenza.





Data inserim : 23/08/2003

I PALLINI DI PIOMPO SPACCATI

Tra i piombini utilizzati per zavorrare le montature i pallini spaccati di forma sferica cono certamente i più diffusi. Ne esistono di vario diametro e peso e vengono applicati alla lenza grazie ad un'apposita spaccatura da chiudere tramite una semplice pressione attorno al monofilo. Servono per piombature leggere, per lo più di montature con galleggiante oppure come fermi per bloccare grossi piombi, galleggianti scorrevoli etc. I pallini di produzione italiana, piuttosto duri pur se fatti di piombo dolce, sono numerati da 0 a 11 in funzione del diametro e del peso. Quelli di produzione anglosassone, particolarmente adatti per zavorrare le montature per la pesca all'inglese, sono di piombo più tenero e corrispondono a pesi che sono l'uno il multiplo dell'altro.





Data inserim : 23/08/2003

GALLEGGIANTE

Il galleggiante ha, per definizione, due funzioni essenziali: sostenere la lenza terminale in modo tale che l'esca si trovi ad una determinata profondità e segnalare l'abbocco della preda. I galleggianti utilizzati nella pesca dilettantistica hanno forma e grammature molto varie, dovute la prima alla necessità di adattare la montatura a situazioni molto differenti di corrente e profondità, la seconda all'estrema varietà delle esigenze di lancio e di resistenza all'affondamento.

In generale, le forme affusolate sono le più instabili e meno resistenti all'affondamento, quelle a pera tengono bene la corrente pur senza creare troppa resistenza alla sommersione, quelle sferiche, infine, sono molto stabili ma oppongono una forte resistenza all'affondamento.
In funzione della profondità a cui deve lavorare l'esca i galleggianti saranno fissi (profondità minore della lunghezza della canna) o scorrevoli (profondità maggiore della lunghezza della canna).





Data inserim : 23/08/2003

GALLEGGIANTI SCORREVOLI

I galleggianti scorrevoli sono dotati di uno o più anellini passafilo o da un tubicino interno entro i quali la lenza possa scorrere liberamente trascinata dalla zavorra. Questa caratteristica permette di utilizzarli in tutti quei casi in cui si pesca a profondità superiori alla lunghezza della canna da lancio di cui si fa uso. Affinché il galleggiante si fermi all'altezza desiderata è necessario porre sulla lenza un fermo, costituito, a seconda del modello utilizzato e della tecnica adottata, da un piccolo pallino di piombo o da un nodo in filo di lana, di nylon o di refe, eventualmente accompagnato da una perlina scorrevole se l'anello passafilo del galleggiante è troppo largo. Il nodo va fatto in modo tale che, pur rimanendo ben saldo nella sua posizione durante l'azione di pesca, possa anche essere trasferito lungo la lenza qualora si voglia cambiare la profondità.





Data inserim : 23/08/2003
pagina sucessiva ultima pagina
Articoli trovati, da 1 a 10 su 51

Vai alla pagina principalestampa la paginavai all'inizio pagina