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IBERNAZIONE

L'ibernazione è una reazione fisiologica stagionale all'abbassamento della temperatura delle acque e si manifesta in alcune specie d'acqua dolce. Consiste essenzialmente nella progressiva riduzione del metabolismo complessivo dell'organismo e dell'attività vitale. Carpe e Tinche, per esempio, al sopraggiungere dei primi rigori invernali tendono a muoversi sempre meno, infossandosi successivamente nei fondali fangosi e rimanendo immobili fino al disgelo. I Barbi, nella stagione fredda, vanno incontro ad analoghe riduzioni dell'attività biologica ammassandosi in branchi numerosissimi negli anfratti del fondo dei corsi d'acqua e uscendo solo quando le prime piene fanno aumentare la portata e la temperatura dell'acqua.





Data inserim : 27/08/2003

IL DIMORFISMO SESSUALE

Il dimorfismo sessuale, cioè la condizione per cui tra maschi e femmine della specie si osservano differenze di forma e di livrea, è ben evidente nella maggioranza dei pesci d'acqua dolce e si manifesta spesso in modo spettacolare nelle fasi riproduttive. Differenze di forma temporanee molto evidenti compaiono in molti Salmonidi prima e durante la frega; in altri pesci come lo Scazzone, la Tinca e il Cobite comune si osservano differenze morfologiche stabili relative soprattutto alla forma e alle dimensioni delle pinne, colorazioni diverse e spesso molto vivaci appaiono nella livrea dei Salmonidi, della Sanguinerola e dello Spinarello prima della riproduzione, i tubercoli nuziali sono visibili sul capo e sul dorso dei maschi in molti Ciprinidi; differenze di grandezza e di peso, infine, sono evidenti in molti pesci tra cui il Luccio. Anche nelle specie apparentemente prive di dimorfismo, tuttavia, i due sessi si distinguono grazie a caratteristiche ormonali e comportamentali.






Data inserim : 27/08/2003

LO PSEUDO-NANISMO

Lo pseudo-nanismo è un fenomeno che si manifesta frequentemente in intere popolazioni di pesci allorquando la taglia media degli individui si riduce drasticamente rispetto alla norma. Sebbene le cause specifiche siano tuttora ignote, si può supporre che il fenomeno sia dovuto a particolari situazioni ambientali capaci di influenzare la crescita come la scarsità di risorse trofiche disponibili, le basse temperature dell'acqua, il sovrappopolamento. L'ipotesi è convalidata dall'evidenza che a pseudo-nanismo sono soggette popolazioni di pesci quali il Pesce persico, il Pesce gatto e il Persico sole generate da immissioni artificiali in ambienti diversi da quelli d'origine.





Data inserim : 27/08/2003

LA COMPETIZIONE ALIMENTARE

Quando gli individui di una stessa specie o di specie diverse si trovano a dover usufruire di una risorsa alimentare limitata si dice che entrano in competizione alimentare. Se la competizione è intraspecifica, cioè interessa individui della stessa specie, essa ha l'effetto di regolare costantemente la consistenza numerica della popolazione o per la morte degli individui in eccesso o per la loro emigrazione. La competizione interspecifica, invece, ha l'effetto di diversificare le diete tra le specie in modo tale da portarle allo sfruttamento di risorse diverse. La constatazione che, secondo un'importante legge naturale, nello stesso ecosistema non possono convivere due specie che occupano la stessa nicchia ecologica, rappresenta l'espressione più generale del fenomeno della competizione alimentare interspecifica.






Data inserim : 27/08/2003

IBRIDAZIONE

L'Ibridazione è un processo genetico di mescolamento tra le caratteristiche di due diverse entità sistematiche e deriva da pratiche riproduttive di incrocio tra individui appartenenti a differenti specie (i. interspecifica) o sottospecie (i. intraspecifica). Sebbene tale fenomeno sia spesso ostacolato in natura da barriere genetiche che impediscono la fecondazione o lo sviluppo delle uova, esso si verifica con una notevole frequenza in alcuni gruppi di pesci (ad es. i Ciprinidi). Tipiche ibridazioni spontanee avvengono tra la Scardola e il Carassio (interspecifica) e tra la Trota fario e la Trota marmorata (intraspecifica). Gli ibridi nati dagli incroci interspecifici sono quasi sempre infecondi e mostrano un alto tasso di mortalità già nei primissimi momenti di vita.





Data inserim : 27/08/2003

LA RIPRODUZIONE ARTIFICIALE

Sia per scopi di pescicoltura intensiva che per il ripopolamento delle acque pubbliche si pratica frequentemente la riproduzione artificiale da individui d'allevamento selezionati o da riproduttori naturali. Il metodo più utilizzato in troticoltura è la fecondazione a secco che si svolge nel modo seguente: da una femmina sessualmente matura e pronta per la frega vengono "spremute" entro un catino, tramite una semplice pressione sul ventre, le uova. Quindi da un maschio si spreme lo sperma sopra le uova e si mescola il tutto con l'ausilio di una penna d'oca. Infine le uova fecondate vanno risciacquate in acqua abbondante e adagiate su appositi telaini. È importante, nella fase di sviluppo degli embrioni, praticare frequentemente la monda delle uova degenerate e la disinfezione dell'ambiente contro i possibili agenti patogeni.





Data inserim : 27/08/2003

IL CANNIBALISMO

In alcuni pesci predatori d'acqua dolce il cannibalismo, cioè la predazione nei confronti di individui della stessa specie, è stato osservato sia in cattività che in natura. Si verifica in tutte quelle situazioni in cui il numero di individui presenti supera la capacità portante dell'ambiente a causa della limitatezza delle risorse disponibili, siano esse alimentari o spaziali. Tramite il cannibalismo, dunque, si attua una sorta di autocontrollo demografico sull'intera popolazione di predatori il cui numero in definitiva, si adegua alla quantità di risorse presenti nell'ambiente. Questo meccanismo etologico impedisce la pratica dell'allevamento intensivo di alcune specie ittiche, in particolare del Luccio, proprio a causa dell'intensificarsi del fenomeno in condizioni di sovrappopolamento artificiale.





Data inserim : 27/08/2003

GOBIONE

ORDINE: CIPRINIFORMI

FAMIGLIA: CIPRINIDI

NOMI VOLGARI: gobion

NOME SCIENTIFICO: Gobio gobio

COME È FATTO

Si distingue dal Barbo, col quale condivide spesso l'habitat, per le dimensioni più piccole e per la presenza di un solo paio di barbigli. Il suo corpo è affusolato e a sezione circolare ed ha una lunghezza massima di 10-13 cm. Dorsalmente la colorazione è in prevalenza bruno-marrone, mentre sui fianchi prevale la tonalità grigia. Su questi ultimi e sul dorso vi sono varie macchiette e punti scuri che, a volte, formano una specie di striscia bruna che percorre i lati. La testa è grande e goffa, con grandi occhi e bocca protrattile. La pinna dorsale è alta ed è inserita a metà del corpo, mentre quella caudale è ben incisa e punteggiata di scuro.

DIFFUSIONE

È una specie diffusa in gran parte dell'Europa e dell'Asia settentrionale. In Italia è presente solo nelle regioni del Nord. In Trentino la presenza del Gobione pare circoscritta ai laghi di Garda, Canzolino e Madrano.

COME VIVE

Il Gobione vive nei corsi d'acqua con acque limpide e fondo ghiaioso-sabbioso, spesso insieme ai Barbi.
Si nutre di piccoli organismi che popolano il fondale del fiume.
Si può però rintracciare anche nei laghi. Vive in piccoli branchi, nutrendosi di microrganismi che trova nel fondale, di vermi, larve, insetti, uova, detriti, alghe e ogni tipo di avanzi.
Per il suo modo di nutrirsi, grufolando fra la melma, viene considerato uno "spazzino delle acque".

RIPRODUZIONE

La riproduzione ha luogo tra maggio e luglio sui fondali sabbiosi o ciottolosi.
I maschi, nel periodo della frega, si coprono di tubercoli e di formazioni perlacee. È un pesce molto prolifico:
la femmina, infatti, depone da 1000 a 2000 uova di colore azzurrognolo che vengono subito fecondate dal maschio e che restano poi attaccate ai sassi.

LA PESCA

La pesca va fatta in primavera-estate, in acque non profonde, con un po’ di corrente e, in autunno, in quelle più calde e stagnanti.
Viene considerato un pesce-esca per la pesca dell'Anguilla. È un pesce di buon appetito che si pesca con lenze sorrette da galleggiante piccolo e allungato, come per le Alborelle, i Triotti e le Scardole.

LE ESCHE

Come esca viene usato il verme rosso su un amo un po’ grosso o la larva di mosca carnaria.

CURIOSITÀ

Questa specie è particolarmente sensibile all'inquinamento e alle modificazioni dell'alveo dei corsi d'acqua.





Data inserim : 01/09/2003

L ETEROTERMIA

L'eterotermia è la condizione fisiologica di quegli organismi che non sono in grado di regolare metabolicamente la propria temperatura corporea e subiscono passivamente le variazioni termiche dell'ambiente. Tutti i pesci rientrano tipicamente in questa categoria di animali, detti anche "a sangue freddo"., poiché le uniche variazioni di temperatura che possono produrre nel proprio organismo derivano esclusivamente dal calore muscolare prodotto durante il nuoto. Quando le acque assumono temperature diverse da quelle ottimali per la loro attività biologica, i pesci spesso reagiscono spostandosi in zone dove le condizioni termiche risultano più favorevoli oppure entrano in fase di riduzione temporanea o stagionale dell'attività metabolica (ibernazione ed estivazione).





Data inserim : 27/08/2003

LA VISTA NEI PESCI

Nei pesci la vista assume un significato molto diversificato in funzione della biologia della specie, tanto che certi Pesce gatto cavernicoli africani sono del tutto privi di organi visivi.
In generale tuttavia la funzione visiva ha grande importanza nell'alimentazione e in tutte le attività che fanno parte della "vita di relazione". L'occhio dei pesci è fatto in modo tale che la messa a fuoco avviene grazie allo spostamento in avanti e in dietro del cristallino, che ha sempre forma sferica. La struttura degli occhi determina un cono visivo prossimo ai 150° che, a causa dei differenti indici di rifrazione dell'acqua, si ampia ulteriormente per gli oggetti situati al di fuori dell'ambiente idrico. Nelle specie di fondo gli occhi, normalmente posti ai lati del capo, hanno spesso una posizione dorsale che favorisce la visuale sull'ambiente soprastante.





Data inserim : 27/08/2003
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